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Una trama di sguardi

Grazie al solo pensiero il mondo non si avvia nel paese dei puri significati,
né vi si avviano gli animali, gli uomini o i fiori nei vasi
o i fiori di campo dell’umana solitudine
né le gocce di sangue sulla fronte dell’uomo martoriato –
 
il paese dei significati incontra ad ogni angolo retto
l’amore imperscrutabile
e diviene il gradino che a esso conduce,
il suo ingresso.
 
Attendo qui le tue mani cariche dei lavori d’ogni giorno,
attendo qui le tue mani che reggono un semplice panno.
Nel paese dei più profondi significati porta le tue mani, Veronica,
porta le tue mani
e tocca il volto dell’uomo.

***

Vicinanza:
sei partito, eppure ancora mi attraversi, con lo sguardo lontano, che irraggia dal Volto impresso nel panno fai sorgere la pace di cui va sempre in cerca la mia forma inquieta.
 
Pace: unità dell’esistenza.
 
La tua figura, Veronica, ancora si staglia sullo sfondo del giorno morente.
Cerca la quiete nella fonte feconda.
La chiamerò redenzione.
 
Il panno che fra le tue mani si oscura attira a sé tutta l’inquietudine del mondo.
 
Ogni creatura chiederà della fonte feconda che da te sgorga.
Veronica sorella –
 
La Redenzione cercava la tua forma per entrare nell’inquietudine d’ogni uomo.

Karol Wojtyla, 1978

 

Quando MeetingMostre ha chiesto al nostro gruppo – accresciuto degli amici che hanno presentato “Il Volto Ritrovato” a Rimini – un aiuto nella diffusione della versione itinerante della mostra, abbiamo aderito consapevoli che sarebbe stato il modo più semplice e facile per far conoscere il misterioso velo di Manoppello. L’apporto alle Parrocchie e alle comunità locali che richiedono la mostra consiste in un momento di preparazione per chi la animerà e in una eventuale partecipazione all’incontro di presentazione.

Ora vorrei riassumere le impressioni ricevute in queste prime occasioni alla luce delle poesie con a tema la figura di Veronica di san Giovanni Paolo II.

Sicuramente ciò che colpisce e rimane della mostra non è l’impianto storico e iconografico (che spesso spaventa le aspiranti guide!): chi la vede racconta dello sguardo, dello sguardo tra l’uomo e Cristo che diventa incontro. Porsi davanti alla rappresentazione frontale del volto di Cristo significa accedere a un incontro.

L’artista americano Henry Artis (che collabora al Metropolitan Museum of Art di New York, il più grande museo del mondo) ha detto: «Quando ho guardato gli occhi di Cristo sul velo di Manoppello, essi hanno suscitato un oceano di emozioni paradossali che è difficile descrivere e che nessun artista è stato in grado di rappresentare. In quegli occhi ho visto certezza e supplica, amore e mendicanza di amore, disponibilità e rimpianto… In poche parole, ho visto lo sguardo di un uomo reale che mendica il mio sguardo, uno sguardo pieno di amore a Lui».

O Carmen, giovanissima guida di Casarano, che, quasi in forma di preghiera, ha scritto: «Mentre parlavo alle persone di Te, della misteriosa storia del Tuo Volto, non potevo non guardarle negli occhi. Tutta la mostra è stata una trama di sguardi. Non dimenticherò mai i loro occhi nei miei, calamitati da qualcosa di ineffabile. Li vedevo riempirsi e illuminarsi sempre di più. Applausi, complimenti, alla fine di ogni giro. Ma non mi sono riempita di orgoglio neanche per un secondo, neanche per un istante ho pensato che fosse merito mio…»

Un incontro che non è desiderato solo dall’uomo – il quale trova il suo compimento nell’incontro col divino: “nacque il tuo nome da ciò che fissavi”-, ma anche da Cristo stesso: “Chi mi contempla, mi consola”.

Afferma questa reciprocità Karol Wojtyla: come l’uomo cerca Veronica perché “su quel panno v’è il segno del contatto”, così Cristo la sceglie per poter raggiungere attraverso di lei l’inquietudine di ogni uomo.

Wojtyla scrive che non si giunge alla verità con il solo pensiero, con il solo pensiero non si comprendono “le gocce di sangue sulla fronte dell’uomo martoriato”: è solo l’amore che ci conduce alla verità, per questo sono state necessarie le mani della Veronica.

Così, se la mostra diventa il luogo nel quale può riaccadere l’incontro tra Cristo e l’uomo, chi la presenta “offre le sue mani” perché questo incontro riaccada.

Come ha detto Rose, lo scorso gennaio a New York: «Perché la mostra viene presentata da una persona? Per quale motivo le guide hanno dovuto fare la fatica di studiarne il testo, di stare in piedi davanti alla gente, parlando troppo velocemente o troppo lentamente, e col rischio di dimenticare i contenuti per l’emozione? Deve essere perché c’è un nesso tra il Suo volto e il volto della guida. Deve essere perché non c’è modo di veicolare la bellezza dell’informazione, della ricerca, di questa realtà del velo di Manoppello e la storia della nostra nostalgia per il volto di Dio, senza la presenza di un volto personale».

 

Raffaella Zardoni, Una trama di sguardi, in Il Volto Santo di Manoppello, 1/2014

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