il volto ritrovato a Badia Calavena

Apre stasera la mostra organizzata dal Centro culturale Fumino in collaborazione con la parrocchia e il Comune, il sostegno della Banca Popolare di Verona e della Fondazione Cattolica Assicurazioni e in concomitanza con l’esposizione della Sindone a Torino.

«Il volto ritrovato. I tratti inconfondibili di Cristo», è la mostra che apre da stasera all’Oratorio parrocchiale di Badia Calavena, organizzata dal Centro culturale Fumino in collaborazione con la parrocchia e il Comune, il sostegno della Banca Popolare di Verona e della Fondazione Cattolica Assicurazioni e in concomitanza con l’esposizione della Sindone a Torino.
Documenta in 44 pannelli a colori e di vario formato sia il desiderio di vedere il volto di Dio, che ha caratterizzato l’Antico Testamento e attraversa tutta la storia della Chiesa, sia il profondo legame tra questo desiderio e la certezza dei Padri della Chiesa che Cristo stesso ci abbia lasciato in dono il suo ritratto.
L’itinerario espositivo parte dal V secolo ripercorrendo le vicende dei più antichi ritratti «acheropiti» (cioè non fatti da mano d’uomo) di Cristo, autorevoli modelli di un volto dai tratti inconfondibili, riconoscibile lungo tutta la storia, in Occidente come in Oriente.
In particolare si dà spazio alla principale reliquia romana, conservata in San Pietro, il sudario che la tradizione attribuisce a Veronica, lino utilizzato dalla pia donna per asciugare il volto di Cristo lungo la strada che lo stava portando sul Calvario e sul quale sarebbero miracolosamente impresse le sembianze di Gesù.
La donna viene identificata con l’emorroissa guarita da Gesù. La troviamo citata come Berenice (Beronica, Veronica) negli apocrifi e da Eusebio di Cesarea. Veronica sarebbe giunta a Roma per guarire Tiberio malato di lebbra. L’etimologia di Veronica come «vera icona» (unione del termine latino «vera» col greco «eicon») viene citata dalla fine del XIII secolo.
La visita di papa Benedetto XVI nel settembre 2006 al santuario del Volto Santo di Manoppello (Pescara) ha riportato l’attenzione sul volto di Cristo un ritratto su lino che è inspiegabilmente dipinto sulle due facce del tessuto mantenendo la trasparenza del filato. L’immagine sembra fare corpo unico con il tessuto e su entrambe le facce sparisce nella trama se osservata frontalmente. Per gli organizzatori la mostra non intende risolvere tutti gli interrogativi posti dall’enigmatico velo, ma desidera ricreare la familiarità perduta con il volto di Cristo e favorire la consapevolezza di cosa significhi questo segno della sua presenza.
La mostra documenta come in ogni epoca l’uomo abbia espresso la necessità di cercare il volto di Cristo. L’orario di vista è oggi dalle 20 alle 22; domani dalle 20 alle 21 e venerdì dalle 20 alle 22. Sabato e domenica si potrà accedere alla mostra dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle ore 21. Alle 15 di domenica ci sarà anche una visita per i bambini. Ci si può prenotare telefonando a Giambattista Dal Castello 377-1291992.

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