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Manoppello

Nel cuore dell’Abruzzo, incastonata tra le colline del massiccio della Majella, si trova la piccola città di Manoppello. Di origine romana, fu nel passato contesa da varie dominazioni per via della sua posizione di controllo sulle maggiori vie di comunicazione verso l’entroterra. Un posto di rilievo tra i vari conti di Manoppello ha ricoperto tra il XIV e XVI secolo la famiglia degli Orsini (tranne una breve parentesi in cui la Contea è stata in mano ai Colonna),

Il “manoppio”, piccola quantità di grano capace di esser contenuta tutta in una mano, che campeggia sullo stemma del paese, sembra confermare l’etimologia del nome Manoppello risultante dalla contrazione del termine manus con il termine plere, per significare “mano piena”.

Il covone di grano e la denominazione del luogo rimandano alla fertilità della terra, ma il legame con il “pane” evoca la città di Betlemme, che in ebraico significa “casa del pane”. Il paragone con la piccola città di Davide, che ha visto nascere Gesù, è dovuto al Volto Santo, un misterioso ritratto di Cristo su velo da quattro secoli conservata nella cittadina abruzzese.

Il nucleo collinare più antico della città porta nelle sue caratteristiche architettoniche l’impronta delle strutture urbanistiche tipiche del medioevo. A scopo difensivo Manoppello sorse su una collina e venne poi circondata da una cinta muraria di cui attualmente è rimasto solo uno scorcio insieme alle tracce delle quattro porte di accesso poste nei quattro punti cardinali. La porta occidentale, di recente restaurata, che portava sulla via per Roma è ora considerata la porta attraverso la quale giunse lo sconosciuto pellegrino col misterioso velo agli inizi del 1500.

Arteria principale del centro storico è corso Santarelli che si snoda tra le due estremità del centro storico, da Piazza san Francesco a Piazza Castello (purtroppo danneggiata dal recente terremoto). Lungo il corso si affacciano la chiesa di S. Nicola (XIV sec.), con stupendo portale, la chiesa della SS. Annunziata, con l’adiacente ex convento delle Clarisse e l’austera chiesa di S. Pancrazio.

La storia di  Manoppello è ricca di episodi significativi che richiamano nomi di Papi, re, condottieri che si sono avvicendati nell’amministrazione politica dell’Italia meridionale.  Come testimonianze storiche esistono antichi palazzi e la parte inferiore di un castello.

A Manoppello, fin dai tempi antichi, era fiorente l’industria dell’asfalto che veniva purificato e ridotto in pani.

Manoppello fu uno dei centri più colpiti dalla sconvolgente tragedia avvenuta l’8 Agosto 1956 in una miniera di carbone di Marcinelle (Belgio), nella quale persero la vita 262 minatori di dodici nazionalità diverse. Delle 136 vittime  italiane ventidue erano di Manoppello, il più giovane, Antonio Sacco di soli 16 anni. Ai suoi minatori, Manoppello ha dedicato piazza Marcinelle al centro della quale si trova una scultura realizzata da Pietro Cascella.

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