Barra delle Notizie

“Più guardo Gesù più mi sembra contento”

Il Volto Ritrovato a Cesano Maderno

Chiudere una manifestazione e tirare le somme di ciò che è successo è tra le cose più comuni e necessarie da fare. Occorre valutare se l’iniziativa sia stata più o meno efficace e cosa ha prodotto in termini di risultati. Certo occorre chiarire anche quale fosse lo scopo del lavoro svolto.

La mostra “Il Volto Ritrovato, i tratti inconfondibili di Cristo”, è stata portata a Cesano Maderno grazie al patrocinio del Comune e il sostegno delle parrocchie, con l’unico desiderio e scopo di far “guardare” il volto di Gesù che Lui stesso ci ha regalato e che è possibile visitare a Manoppello, in Abruzzo, nella chiesa dei frati Cappuccini. La proposta è nata da alcuni di noi che avevano visto e partecipato all’allestimento della mostra al meeting di Rimini del 2013, e ritenevano importante poterla presentare anche alla nostra cittadina.

Il risultato è stato inaspettato e sorprendente. I numeri ci dicono che la mostra è stata visitata da circa tremila persone, tutte accompagnate da una guida. E’ stata una scelta impegnativa, in termini di persone e tempo, ma necessaria per far giungere i visitatori al cuore della mostra: guardare il volto di Gesù. Non è poco…

Ma la cosa più interessante, che voglio raccontare, è ciò che è accaduto, perché stare davanti a Gesù per 15 giorni consecutivi non ci può lasciare come prima. Le parole che ho ripetuto più spesso nelle visite guidate sono state quelle di papa Francesco: “guardate e lasciatevi guardare da Cristo”.

Guardare Il contesto della chiesa antica è stato molto favorevole: l’imponenza del Volto (3 metri x 2) messo nell’abside della chiesa come punto terminale della mostra, non lasciava spazio ad interpretazioni su cosa volesse dire guardare, il centro è Lui.

Ma guardare ciò che ha prodotto questa indicazione è stata una cosa sorprendente. Guardare Gesù vuol dire anche guardare ciò che Lui ha realizzato: l’umanità del popolo che forma la Sua Chiesa. Le riflessioni più profonde sono nate nel guardare e sentire i bambini che sono stati accompagnati dalle catechiste, suore, maestre delle scuole di tutti i gradi materne comprese, perché con la loro semplicità esprimevano il contenuto della mostra.

Racconto due episodi esemplificativi. Una nonna è venuta un pomeriggio dicendoci che la nipotina di 5 anni, arrivata da lei per il pranzo le ha detto “nonna oggi ho visto Gesù” per cui non ha potuto non venire a vedere cosa aveva visto la bambina. Una bambina delle elementari, sollecitata dalla guida nel dire cosa vedevano guardando il Volto di Manoppello, ha detto: “negli occhi di Gesù posso vedere me stessa”. Disarmante!

Molte persone entravano incuriosite in chiesa per vedere di cosa si trattava, sembravano di fretta, ma accompagnate nel vedere la mostra, è stato incredibile vederle disponibili a seguire fino alla fine tutto il percorso fino all’indicazione di stare qualche minuto davanti al santo Volto per consolare il Signore: “Chi Mi contempla Mi consola”. Potrei raccontare tutti gli episodi che mi sono capitati perché ogni persona è stata una possibilità di stupore, da guardare.

Lasciarsi guardare questa è stata una cosa che è maturata nei giorni. Lasciarsi guardare stando semplicemente seduti davanti al Volto, chiedendo a Gesù di consolare la nostra miseria, ma di consolare anche Lui, guardandolo. Questa reciprocità, altra parola interessante, ha prodotto una capacità di lasciarsi guardare dagli altri mettendo da parte i timori sulla capacità di essere all’altezza e i limiti che puoi avere. Perché non è facile mettersi in mostra e raccontare perché hai voluto portare e presentare una mostra con un tema così.

Parlare per ore raccontando di come il Volto di Gesù ci è stato regalato per un guadagno, per l’incontro personale di ciascuno di noi – nella storia e da sempre – con Gesù perché la nostra vita sia più vera. Il ritorno è stato sorprendente. Un fatto. Una signora peruviana, accompagnata dalle sue figlie, dopo il giro fatto alla mostra e la permanenza davanti al Volto, ha chiesto il mio nome per dirmi: “da oggi pregherò per te”.

E’ stato commovente anche vedere don Sergio – che voglio ringraziare per il suo sostegno – con i suoi giovani che per prepararsi alla Pasqua sono stati davanti a Gesù alla nostra mostra. Li abbiamo contati erano più di 150. Alcuni di loro durante la settimana hanno invitato i loro insegnanti alla mostra e li hanno accompagnati nella visita. Sicuramente una bellissima testimonianza, hanno sentito la mostra come una cosa propria.

Questa è la dimostrazione di come siamo messi insieme prima da Qualcuno che ci precede sempre, come ci ricorda sempre il Papa. Fra noi organizzatori tutto ciò non è passato invano, ci ha messo addosso la voglia di stare più attaccati alla nostra amicizia partendo da Lui.

Un grazie ai nostri parroci, don Flavio e don Romeo che ci hanno sostenuto. Un grazie sicuramente alla curatrice che ci ha permesso, tramite il suo lavoro, di fare questa esperienza di umanità cambiata e in cambiamento. Il solco c’è, occorre starci dentro.

Un bambino ha scritto sul libro dei commenti: “più guardo Gesù più mi sembra contento”. Dopo tutto questo posso aggiungere “più guardo Gesù più sono contento”.

Beppe Riccardi

Alcune foto della mostra a Cesano Maderno

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: