A un anno dell'inaugurazione di VeLo, presentiamo il brano per violoncello e pianoforte composto da Daniela Mastrandrea. Nel suggestivo video, l'artista, sulle orme dei pellegrini medievali, ripercorre le 21 Veroniche della mostra lombarda.
Dal blog di Daniela Mastrandrea:
C’è qualcosa che ci chiama, da un altro tempo, da un’altra dimensione. Non riguarda soltanto la nostra interiorità, ma la coscienza collettiva, ciò che ci precede e ci attraversa.
In un pomeriggio di profonda suggestione ho ricevuto questo brano: esistono opere che non nascono da un atto volontario della mente, ma da una voce lontana che chiede memoria. Ci si può sottrarre, certo, ma sottraendosi non si lascia nulla, non si tramanda nulla.
Ho potuto mettere da parte ciò che stavo facendo — e non sempre la vita ce lo permette — ed entrare in quel portale sospeso tra tempo e memoria dove la dimensione diventa ascetica e tempo e spazio perdono i loro confini abituali. Questo brano mi ha condotto in un dolore antico, stratificato nei secoli, e non mi ha più lasciata: mi ha accompagnata per giorni, continuando a parlarmi anche dopo essere stato scritto.
Alcuni incontri aprono varchi: non accade sempre, non accade con tutti, ma quando accade genera ispirazione. Per chi, come me, la musica non la compone ma la riceve, questo è essenziale.
L’opuscolo della mostra diffusa VeLo continuava a parlarmi come un luogo osservato da fuori, mai abitato davvero; poi, improvvisamente, quei luoghi sono diventati vivi, non come spazi fisici ma come stanze interiori da attraversare. Sfogliando di nuovo quelle pagine ho compreso che la memoria è un debito verso chi è venuto prima di noi, verso chi si è fatto voce lasciando un segno perché potessimo raccoglierlo.
Anche il video nasce da questa consapevolezza: non come semplice accompagnamento musicale, ma come estensione simbolica dell’esperienza.
Sarà visibile il 21 aprile. Ventuno come i luoghi della mostra, ventuno come la data del suo inizio nel 2025, ventuno come i giorni di attesa dal principio del mese. Il 21 contiene il 3, numero della completezza, tre volte sette, un ciclo che si compie: non è solo una coincidenza numerica, ma una trama simbolica che parla di compimento e trasformazione.
Un brano intenso, a tratti malinconico, struggente e intimo, che attraversa i momenti condivisi dai 21 luoghi: avvicinamento, incontro, sguardo, compassione, ferita, silenzio, trasfigurazione, memoria, ritorno. Il video li sottolinea, raccontando la nostra condizione di pellegrini nell’anima prima ancora che sulla terra, perché la memoria ci accompagna sempre: anche quando crediamo di averla dimenticata, è sepolta in noi e vive nella coscienza collettiva che ci lega gli uni agli altri.

Il brano è stato registrato, mixato e masterizzato da Alberto Piva e Mario Costanzi al Mulino del Ronzone (Vinci, FI) e interpretato da Sara Nanni al violoncello e Daniela Mastrandrea al pianoforte.
Il brano è disponibile dal 21 aprile su YouTube e su tutte le principali piattaforme di streaming e download digitale.