Sono le 20:45 di sabato 22 aprile quando scendiamo dal bus davanti al Liceo Volta di Milano; siamo stremati dal lungo viaggio, ma elettrizzati dall’esperienza che abbiamo vissuto. Negli ultimi tre giorni ci siamo immersi nei paesaggi della Valle del Natisone, percorrendo la via dei pellegrini alla ricerca delle Veroniche. Ma facciamo qualche passo indietro e ripercorriamo questi tre giorni indimenticabili, passati tra chiesette sperdute, dolci tipici del luogo, simpatici vecchietti e musei ricchi di oggetti antichi.
Tutto è iniziato un freddo, per essere in aprile, giovedì mattina milanese, quando la classe 3H del liceo Volta di Milano parte, accompagnata da tre professori, alla volta del Friuli-Venezia Giulia. Nonostante i visi assonnati, durante il viaggio l’umore è più che buono, anzi non vediamo l’ora di raggiungere la prima tappa, Cividale del Friuli, e iniziare a conoscere un territorio molto distante dalla nostra quotidianità cittadina.
Pieni di aspettative per quei tre giorni che avremmo passato lontani dalla scuola, trascorriamo il tragitto di andata in una sensazione di spensieratezza comune: in un tempo che ci è sembrato breve, giungiamo all’albergo, situato a pochi passi dal centro storico di Cividale e, dopo una breve pausa pranzo, iniziamo a esplorare il borgo.
La prima immancabile visita è quella al Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta. Lo raggiungiamo dopo aver attraversato la piazza centrale, quella di Foro Giulio Cesare, in memoria del celebre condottiero romano che fondò quella che diventerà la futura capitale del Regno Longobardo.

Dopo una breve visita delle tre navate in stile gotico della chiesa principale, all’interno della quale ammiriamo e immortaliamo la prima di tante Veroniche che incontreremo lungo il nostro percorso, ci dirigiamo verso la zona adiacente al fiume Natisone, la vera e propria attrazione del paese, il quale si specchia nelle acque dolci e cristalline di un incredibile verde smeraldo. Visitiamo in rapida sequenza la ricostruzione di una Casa Medioevale e il Tempietto Longobardo, e giungiamo a quella che sarebbe una vera perla: la chiesetta dedicata ai Santi Pietro e Biagio. Sfortunatamente la troviamo chiusa, ma apprezziamo ugualmente gli armoniosi affreschi della facciata dominati da colori chiari.
Nel tardo pomeriggio lasciamo Cividale e il cielo cupo che la sovrasta, per addentrarci nei colli della Valle del Natisone; precisamente giungiamo a Chiazzacco dove visitiamo una delle 44 chiesette votive che si arroccano negli angoli della conca. Guidati da un volontario del posto, che si occupa di mantenere in ottime condizioni l’aula e il cortile che la circonda, osserviamo il primo di otto santuari caratterizzati dallo stesso stile e dalla presenza dell’icona di Cristo raffigurato nel velo di Veronica. Dopo un paio di fotografie facciamo ritorno alla base: la prima giornata si chiude nel migliore dei modi, festeggiamo mangiando la pizza e ricarichiamo le energie per le avventure che ci aspettano.
La seconda giornata è completamente dedicata alla ricerca delle Veroniche: abbiamo il compito di apprendere più informazioni possibili in modo da poterle poi caricare sul sito di VeronicaRoute, rendendole fruibili per futuri visitatori.

La nostra ricerca, che non ha solamente lo scopo di raccogliere informazioni, segue una solida organizzazione: i gruppi in cui siamo divisi documentano in modo diverso l’esperienza così che la nostra ricerca sia più completa e originale. Anche in questa appassionata collaborazione riusciamo comunque a goderci la ricerca delle Veroniche come una sorta di caccia al tesoro: passeggiando immersi nella verde Valle del Natisone, abbiamo l’opportunità di socializzare all’aria aperta, dimenticando per qualche istante la frenetica vita che ci attende al ritorno a Milano. Intraprendiamo, accompagnati da Antonio de Toni, Presidente della Pro Loco Nediske Doline, il cammino del Volto ritrovato, selezionando sette tappe in modo tale da poterne raggiungere la maggior parte a piedi.
Partiamo da Tiglio, dove la chiesa è dedicata a San Luca Evangelista, per arrivare fino a Ciubiz con la Chiesa di San Bartolomeo e a Britof, primo comune sloveno in cui sorge la Chiesa di San Canziano. Dopo aver fatto la seconda tappa a San Pietro al Natisone, con la visita di San Quirino, a pranzo ci fermiamo nella vicina frazione di Vernasso, dove visitiamo la chiesa di San Bartolomeo, e assaggiamo la Gubana, il dolce tipico del luogo. Ultima, ma non per importanza, conosciamo la Chiesa di Santa Lucia a Cravero, definita dalla nostra guida la “Cappella degli Scrovegni friulana”.

Trascorriamo l’ultima giornata del nostro viaggio ad Aquileia dove visitiamo la Basilica e il museo Archeologico, siti caratterizzati entrambi dalla fondazione romana datata 181 a.C. Qui si nota il cambio netto da Cividale, la città è colma di turisti e non ci sembra di aver percorso soltanto qualche decina di chilometri per raggiungerla. Notiamo il taglio netto anche nella vicina Grado, una classica località di mare baciata da un clima caldo e soleggiato che ci dà l’occasione di effettuare il primo bagno dell’anno.
Rinfrescati saliamo sul pullman e, esaltati da questi tre giorni che ci hanno regalato esperienze lontane dalla nostra realtà e che difficilmente scorderemo, torniamo a Milano. È sempre bello tornare a casa, ma questa volta lo è stato un po’ meno: è stato un piacere trascorrere questi tre giorni e ci dispiace che siano terminati così presto.
Addio Cividale, a presto!

La classe 3H






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