Imaging Analysis and Digital Restoration of the Holy Face of Manoppello

Il Velo di Manoppello è un’opera unica nel panorama della Storia dell’Arte dedicata alla Passione di Cristo. Un’analisi dei pochi dati sperimentali disponibili su questa icona ha chiarito alcuni aspetti del possibile meccanismo fisico sottostante il suo insolito comportamento ottico e la probabile struttura del tessuto che lo compone. Il Velo dovrebbe essere considerato come il primo esempio nella storia dell’arte di un’opera d’arte in cui più immagini sono visibili sullo stesso supporto, a seconda delle condizioni di illuminazione e / o di osservazione. Il primo esempio storico di un dipinto con la coesistenza di due immagini, fino ad ora considerato, è il doppio ritratto del re Federico IV e della regina Louise Mecklenburg-Güstow di Danimarca, dipinto da Gaspar Antoine de Bois-Clair nel 1692. Questi sono due ritratti visibili indipendentemente l’uno dall’altro, del re o della regina, sulla stessa immagine, a seconda dell’angolo di visuale. Ma la tecnica utilizzata in questo caso mostra chiaramente la coesistenza di due dipinti sullo stesso dipinto, a differenza del Velo di Manoppello, per cui l’immagine del viso con la bocca socchiusa non è immediatamente visibile e emerge solo se è illuminata con luce radente

Liberato De Caro, Emilio Matricciani  e Giulio Fanti

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