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Misericordiae Vultus a Trepuzzi e Parabita

di Silvana Tassetto

In quest’anno giubilare della Misericordia, in due comuni salentini si è voluto riproporre il percorso della Mostra del Meeting “Il Volto Ritrovato” in occasione della Quaresima.

Veramente, era già da un anno che Sabrina, seconda Liceo, insisteva per far conoscere nella sua parrocchia, a Trepuzzi, in provincia di Lecce, la mostra di Rimini, di cui aveva tanto sentito parlare, ma che non era ancora riuscita a vedere. I racconti dei suoi amici, infatti, l’avevano entusiasmata, incuriosita, tanto che, insieme alla mamma catechista, aveva pensato già per la scorsa Quaresima ad un incontro di presentazione rivolto soprattutto ai ragazzi.

Poi l’appuntamento era saltato, ma il desiderio no e così, a distanza di un anno, l’idea le torna.

Sua sorella Francesca fa la terza media e ha appena fatto la Cresima. La proposta si concentra quindi sul suo gruppo di catechismo. La sera di mercoledì 9 Marzo sono circa una trentina i ragazzi invitati ed entrano nella saletta con aria un po’ interrogativa insieme alle loro catechiste, che sono particolarmente contente perché il sabato stesso si recheranno con la parrocchia in pellegrinaggio a Roma, in occasione del Giubileo.

Si inizia quindi dall’Anno della Misericordia, da quel misericordiae vultus: “Lasciamoci guardare da Lui”, riecheggiano le parole del Santo Padre ai Rappresentanti del V Convegno Nazionale della Chiesa Italiana (10 Novembre 2015), accompagnate dall’immagine del Volto Santo di Manoppello. È questo il desiderio più grande che l’uomo da sempre ha avuto e così si spiega anche la miriade di testimonianze dei volti di Cristo tramandati dai primi secoli del cristianesimo, tutti accomunati da tratti inconfondibili, tanto da far pensare a un modello comune, a un’immagine acheropita, che la tradizione vuole fosse stata lasciata da Cristo stesso.

Mentre si raccontano le storie di re Abgar, della Veronica romana e del Volto Santo di Manoppello, Riccardo – un ragazzo particolarmente vivace – fa notare la somiglianza dei volti che appaiono nelle slides con quello di un’icona di Cristo appesa proprio sopra la sua testa. Inoltre, forse per via dell’imminente pellegrinaggio a Roma, in molti rimangono colpiti dalla foto di papa Benedetto XVI davanti al Volto Santo di Manoppello, con lo stesso sguardo ‘preso’ che nei dipinti avevano i pellegrini romei, giunti nel Medioevo alla Città Santa “seguendo ‘l desio, per mirar la sembianza di Colui, ch’ancor lassù nel Ciel vedere spera” (Francesco Petrarca).

Tra le caratteristiche del Volto Santo, a Francesca rimane impressa la trasparenza del velo: “Mi è piaciuto molto l’aver ricevuto la conferma della presenza di Gesù, che non si impone, ma ci lascia liberi e si fa desiderare. La Sua delicata e affascinante trasparenza mi rende sempre più curiosa e desiderosa di cercarLo per essere felice!”.

Quando l’incontro sta per terminare, l’augurio ai ragazzi è quello di poter incontrare dei volti, amici di Gesù, attraverso cui Lui stesso continui anche oggi a farsi compagno. Sabrina sembra davvero contenta dello Sguardo incontrato: “Sono molto colpita dalla profondità di quello sguardo che ha subito rapito il mio cuore facendomi sentire piccola e allo stesso tempo amata, nonostante i miei difetti. Il fatto che il Signore abbia voluto che quel volto arrivasse fino a me in questa stanzetta, nonostante io mi fossi persa la mostra del Meeting, non fa altro che confermare il Suo amore per me”. Anche il commento di sua mamma Monia dice che il bisogno più grande che abbiamo è proprio quello di sentirci abbracciati da uno sguardo così: “Durante l’incontro ho sorpreso i ragazzi meravigliati da loro stessi. Solitamente, alla loro età, assumono un atteggiamento disinteressato anche quando sono veramente presi. Ieri sera invece no. Grazie!”.

 

La seconda testimonianza arriva da Parabita, sempre in provincia di Lecce, dove Elena, mamma di 4 figli dalle elementari in giù, ha accolto con grande serietà l’invito di don Gianni a fare la catechista nella sua parrocchia; questa semplice circostanza è diventata per lei nel corso dell’anno una grande occasione di incontro e di cammino di fede personale.

Ecco cosa scrive raccontando come è nato l’incontro e come si è svolto: “Nei giorni passati a preparare il percorso sulla “Consolante bellezza di quel Volto” ho messo a fuoco due episodi semplici, ma significativi per la mia vita.

Primo tra tutti è stato quello di sorprendermi a fare quello che Gesù fa. Cioè, così come Lui prende sul serio ogni mio desiderio (di guarigione, di vederLo), io ho preso sul serio il desiderio di Cristina, una nuova amica incontrata da poco, che voleva tanto un gesto significativo in parrocchia da proporre a bambini e ragazzi del catechismo nel periodo di Quaresima. È da qui che il percorso è nato ed è per questo che giovedì 17 Marzo nella nostra chiesa di Parabita, su maxi-schermo, si proiettavano alcune slides riguardanti la mostra del Meeting “Il Volto Ritrovato” davanti a circa 180 bambini.

L’altro episodio è che poi, proprio nel momento in cui stavo soffocando sotto il peso dei miei limiti temporali e non, è giunto un messaggio WhatsApp particolarmente misericordioso: mi incoraggiava ad andare avanti nel progetto, invitandomi a non fermarmi davanti al mio limite, e mi proponeva una compagnia fisica nel lavoro da fare. Dunque dovevo parlare della “Consolante bellezza di quel Volto” e mi sono ritrovata a fare esperienza di uno sguardo misericordioso su di me!”.

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