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Veronica Route

…considerando le masse di pellegrini che giungevano a Roma per vedere la Veronica e le innumerevoli copie esistenti, può sembrare sorprendente che non sappiamo come fosse. La cornice originale di cristallo, conservata in Vaticano, dà le misure di 40×37 cm, ma possiamo essere certi di poco altro.  (Alexander Sturgis in Gabriele Finaldi, Image of Christ, 2000, pp.75-77)

Veronica Route è il primo progetto attorno alla quale si è costituito il gruppo che ha dato origine all’associazione Il Volto Ritrovato.

Il passaggio dal velo di Manoppello alla veronica romana era stato suggerito dal materiale edito di più recente pubblicazione sul Volto Santo abruzzese. I testi di padre Pfeiffer, di Saverio Gaeta, e di Paul Badde suggeriscono, infatti, che il velo non sia altro che l’antica Veronica, un ritratto di Cristo impresso su un sudario, custodita a San Pietro che oggi anche la Chiesa ufficiale dice sommessamente perduta.

Poiché la verifica di questa ipotesi è resa estremamente difficile dal fatto che non sappiamo quale fosse l’aspetto della veronica romana, si è deciso di iniziare il nostro lavoro di ricerca dalle “innumerevoli copie” della veronica romana sperando che l’insieme di queste copie ordinate geograficamente e storicamente non ci avrebbe restituito qualche informazione sulla antica veronica.

Per questo abbiamo ripreso idealmente la ricerca di Karl Pearson (Die Fronica, 1887), della quale si servì Ernst von Dobschütz, per il suo testo fondamentale Cristusbilder del 1899. Per il completamento delle mappe si è chiesto aiuto direttamente su internet. Le immagini giunte fin dalla medievale Turku in Finlandia hanno conseguito un secondo esito, non ricercato:  la scoperta di quanto grande sia stato in tutta Europa il desiderio di vedere il volto di Cristo. 

Avevamo scelto come criterio di non restringere la ricerca ai secoli dai quali attendiamo le risposte dal punto di vista iconografico (XII-XVI), preferendo creare una specie di “libro d’oro” della veronica. Questa scelta ci ha permesso di scoprire pagine inaspettate del nostro secolo su Cristo come quelle di Kerouac e Borges. Veramente c’è una nostalgia per il volto umano di Dio che attraversa la storia a prescindere da qualsiasi cultura; esiste nell’uomo una connaturalità  col cuore di Cristo come scriveva Benedetto Croce nel 1943:

«… La violenta polemica antichiesastica, che percorre i secoli dell’età moderna, si è sempre arrestata e ha taciuto riverente al ricordo della persona di Gesù, sentendo che l’offesa a lui sarebbe stata offesa a sé medesimaalle ragioni del suo ideale, al cuore del suo cuore». (Benedetto Croce Perchè non possiamo non dirci “cristiani”. 1943)