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La storicità della Relatione: verifiche e nuovi dati 

di Arianna Petraccia e Maria Cristina Terzaghi

Il materiale edito di più recente pubblicazione sul Volto Santo conservato nel Santuario di Manoppello – come i testi di padre Pfeiffer, di Saverio Gaeta, e di Paul Badde – suggeriscono che il velo non sia altro che la Veronica custodita a San Pietro che oggi anche la Chiesa ufficiale dice sommessamente perduta. Per capire le ragioni di una simile vicenda è stato fatto un lavoro storico che ha preso il via dal principale strumento a nostra disposizione, la Relatione Historica scritta a metà del Seicento dal frate Cappuccino Donato da Bomba, che documenta l’arrivo della reliquia presso il convento di Manoppello nel 1638. Il tono favolistico della Relatione aveva indotto gli studiosi ad un certo scetticismo sulla storicità del suo contenuto. L’indagine archivistica compiuta su fonti di prima mano ha invece confermato che tutti i personaggi della vicenda erano storicamente esistiti a Manoppello tra Cinque e Seicento, un risultato che certamente può portare a nuovi sviluppi.

Il convento francescano di Manoppello fu edificato verso il 1300 da Napoleone Orsini, Principe di Guardiagrele. La chiesa era all’epoca dedicata a San Lorenzo Martire. Manoppello rimase feudo degli Orsini fino al 1495, anno in cui Pardo Orsini perse la contea di Manoppello, che passò nelle mani di Fabrizio Colonna, cui succedette Ascanio. I Colonna rimasero legati a Manoppello e alla sua chiesa, mantenendo inalterato ancora nel XVII secolo il diritto di nomina dei cappellani dei propri patronati nella parrocchiale di San Pancrazio. Nei primi decenni del Seicento ricorrono diversi documenti inediti sulla fondazione francescana di Manoppello (conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli e presso l’Archivio di Stato di Chieti, di prossima pubblicazione). Essi attestano il generoso contributo di Donato Antonio de Fabritiis (donatore del velo con il Sacro Volto al convento di Manoppello, secondo la Relatione Historica) e della sua famiglia alla rifondazione e all’ampliamento del convento cappuccino, costruito a partire dal 1620.

Donato Antonio de Fabritiis nacque dal barone Fabrizio nel 1588 e sposò nel 1613 Claudia Cianti. Dal matrimonio nacquero due figli: Giovanni Antonio e Costanza. I documenti confermano il racconto della Relatione: Donato Antonio de Fabritiis era uomo pio e stimato, ricoprì infatti la carica di priore della confraternita del Santissimo Sacramento negli anni 1607-1608.

Stando alla Relatione Donato Antonio acquistò il velo da una certa Marzia Leonelli, che glielo cedette, stretta dalla necessità, a motivo dell’incarcerazione del marito Pancrazio Petrucci. Documenti inediti ci restituiscono non pochi dati su Marzia e il marito. Marzia, nata nel 1588, probabilmente figlia di Giovanni Nicola Leonelli (1517-1607), sposò Pancrazio Petrucci verosimilmente nel 1606, come si desume dalla nascita del loro primo figlio Giuseppe, che risale al 1607, seguono Sabia Veronica Letizia (nata il 30 ottobre 1610) e Ascanio (nato il 29 settembre 1616). Pancrazio Petrucci fu uomo d’armi e probabilmente figura di un certo rilievo pubblico. Di estremo interesse è un atto notarile rogato il 17 aprile 1622 nel quale i due coniugi dichiarano di aver ricevuto da Marzio Leonelli alcuni beni appartenuti al defunto zio di Marzia, Giacomo Antonio Leonelli, che si trovavano temporaneamente in possesso di Marzio. La notizia ha singolari tangenze con la Relatione historica secondo la quale Marzia ricevette in eredità il velo di cui Giacomo Antonio Leonelli fu il primo proprietario. E’ possibile dunque provare un legame di parentela tra Marzia e un Giacomo Antonio Leonelli, ed una trasmissione di beni tra di loro. Non è semplice stabilire se questo Giacomo Antonio sia il protagonista della Relatione. Ipotizzando che si tratti del fratello di Giovanni Antonio, padre di Marzia, nato nel 1517 e morto nel 1607, egli avrebbe dovuto avere più o meno la stessa età. Tuttavia nulla vieta di immaginare che fosse un prozio, e dunque avere ricevuto effettivamente il velo nel 1506, come afferma la Relatione. Va tenuto comunque presente che l’atto di donazione in cui si attesta l’autenticità della reliquia è meno categorico circa la data di arrivo del velo a Manoppello. Marzia Leonelli morì il 4 febbraio 1643: la notizia permette probabilmente di datare la composizione della Relatione ad un momento anteriore. Il testo afferma infatti che all’epoca Marzia era ancora in vita. D’altro canto il 4 febbraio ricorre la festività di santa Veronica, un caso, forse, del tutto singolare però, per chi aveva tanto amato quel misterioso velo.

Tratto da: Il Volto Ritrovato, I tratti inconfondibili di Cristo, catalogo per la mostra omonima realizzata per la XXXIV edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, Pagina soc. coop., Bari, 2013

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